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Truffa sulla salute dei cittadini, inviate centinaia di mail per chiedere di saldare finti debiti per visite

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I truffatori non risparmiano neanche la salute. A dimostrarlo ecco l’ennesimo caso di mail-raggiro inviate da hacker a centinaia di cittadini, del tutto ignari, dopo un’intrusione informatica con la quale si chiedeva di saldare alcuni presunti pagamenti arretrati per prestazioni sanitarie. E il tutto riportando dati anagrafici corretti e prestazioni realmente richiesti dall’utente di turno, considerando che l’hackeraggio è avvenuto attraverso un attacco a un portale sanitario privato della Lombardia a cui molte persone facevano riferimento per prenotare visite o prestazioni. I truffatori avevano, dunque, a disposizione la storia clinica delle loro “vittime”.

Ad avviare le indagini, coordinate dal pm della Procura di Milano a seguito di un fascicolo aperto con l’ipotesi di truffa aggravata, sono state avviate dalla polizia postale che ha ricostruito alcuni passaggi di questa operazione massiva ai danni, come detto, di centinaia di cittadini.

Cittadini che si sono visti arrivare una mail in cui si poteva leggere una comunicazione di una società di recupero crediti risultata poi inesistente che invitava, in relazione a una posizione debitoria del cittadino di turno, evidenziando che “dai nostri registri risulta il mancato pagamento di una o più prestazioni sanitarie di cui lei ha usufruito”. C’era, poi, l’invito a prendere visione della documentazione ufficiale accedendo a link specifici e a regolarizzare la propria posizione entro 5 giorni.

Alcuni degli utenti, capito che si trattava di una truffa, hanno comunque diffuso la notizia mettendo in guardia tutti gli altri cittadini che avevano ricevuto la mail in questione. L’obiettivo dei truffatori, dunque, sarebbe stato quello di puntare ad ottenere piccole somme ma in numero molto consistente.

Gli inquirenti non escludono anche che i dati sensibili di queste persone siano stati anche rivenduti a terzi. Col rischio di altri tentativi di truffa.

La polizia postale sta indagando con il “supporto delle strutture di Privacy e CyberSecurity e del Computer Security Incident Response Team di Aria Spa”, la società della Regione Lombardia per l’innovazione e gli acquisti.  

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