Connect with us

Attualità

Le negarono l’estremo saluto al marito morente durante la pandemia, ottiene un risarcimento di 5mila euro

Published

on

Donna e marito morente in ospedale

Quell’addio negato, complice la pandemia covidiana e le asfissianti limitazioni e restrizioni, ora produce una prima sentenza che sicuramente resterà nella storia: il Tribunale di Novara ha, infatti, riconosciuto l’esistenza e la risarcibilità del danno da “mancato commiato” a seguito di un “no” dei sanitari a una donna che voleva porgere l’estremo saluto al marito, ormai in fin di vita dopo essere stato colpito dal virus maledetto. Negandole, dunque, quel momento essenziale per l’elaborazione del lutto che è la volontà di regalare un saluto e un ultimo sorriso.

Si tratta di una delle tante storie che, nel nome della sicurezza sanitaria, hanno visto il dolore della morte aggravato dal dolore ancor più lacerante di un ultimo saluto bloccato, non consentito, vietato per la rigidità – forse oltre il buon senso – di lasciar guardare negli occhi per l’ultima volta un proprio caro.

Ma ora giustizia è fatta – si fa per dire – per una signora che, dopo aver perso l’ultima opportunità dell’addio alla persona amata, ricoverata in una Rsa, per colpa dei rigidi ma un po’ disumani regolamenti delle strutture sanitarie durante il Covid. E, nel caso specifico, la struttura sanitaria è stata condannata a risarcire la donna con 5mila euro “per averle discrezionalmente impedito o comunque di fatto non consentito l’accesso impedendole di prestare l’ultimo saluto al coniuge morente”. Un risarcimento forse inutile se si pensa al danno affettivo, perché non si può azzerare con soli 5mila euro quel mancato addio al marito prima della morte. L’episodio è avvenuto nel 2021.

Il giudice civile, nelle motivazioni sulla decisione ha spiegato che non è controllare “la stretta applicazione delle norme” ma controllare come viene declinato nel caso concreto un “potere discrezionale”. Il magistrato ha individuato un “eccesso di potere” da parte dei responsabili della Rsa. “In conclusione e in estrema sintesi, – si legge nelle stesse motivazioni – un comportamento, in generale plausibile in forza di un potere conferitole dalle norme allora vigenti, ma esercitato in modo non del tutto corretto, con tutta probabilità, un eccesso di prudenza ma comunque un eccesso”.

(la foto non ha alcun riferimento col caso raccontato nell’articolo)

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GiornaLab (Laboratorio delle notizie) è un'idea editoriale/blog di Luca Marcolini Contatti: direzione@giornalab.it