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E’ morto Giorgio Armani, uno dei più importanti stilisti e imprenditori di moda nel mondo

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E’ morto Giorgio Armani, importantissimo stilista e imprenditore italiano nel settore della moda, fondatore dell’azienda omonima, uno dei marchi più importanti al mondo. Nato a Piacenza, era il primo di tre figli (lui, Rosanna e Sergio) di Ugo Armani e Maria Raimondi.

Cresciuto a Piacenza dove studia al Liceo Scientifico Respighi, nel 1949 si trasferisce con la famiglia a Milano. In questa città nel 1953 si diploma al Liceo Leonardo da Vinci[7], e si iscrive alla facoltà di medicina dell’Università Statale, ma dopo tre anni interrompe gli studi per la chiamata dell’esercito. Al termine del servizio di leva trova lavoro come commesso per la Rinascente fino al 1965[8], anno in cui viene assunto da Nino Cerruti per ridisegnare la moda del marchio Hitman[8], confezione dei prodotti del Lanificio Fratelli Cerruti. Il suo nome compare direttamente nell’universo della moda per la prima volta attraverso il marchio di abbigliamento in pelle Sicons. Nel 1974 nasce infatti la linea Armani by Sicons, che lo convince definitivamente alla creazione di un marchio personale.

La sua prima collezione risale al 1975, anno in cui fonda l’azienda omonima, insieme al compagno di vita Sergio Galeotti (morto prematuramente solo 10 anni dopo)[9]. Nel luglio 2000 Armani ed il Gruppo Zegna siglano un accordo per produrre e distribuire le linee Armani Collezioni in joint venture[8]. Analogamente nel 2002 Armani firma un accordo con la ditta Safilo per la produzione di una esclusiva linea di occhiali, chiamata Emporio Armani occhiali[8]. Nel 2000 il Guggenheim Museum di New York gli tributa una retrospettiva. Oltre alla linea profumi (tra i quali, ad esempio, Acqua di Giò o Black Code) di enorme successo commerciale, fra i suoi marchi più famosi vi sono Emporio Armani e Armani Jeans.

Nella seconda metà del 2006 Emporio Armani lancia Remix il nuovo profumo uomo/donna ispirato all’ultimo album di Madonna e al mondo delle discoteche. Nel 2006 è uscita la prima biografia dedicata allo stilista, Essere Armani, scritta da Renata Molho, pubblicata in Italia da Baldini Castoldi Dalai e tradotta in dieci lingue.

Aveva fondato una catena di boutiques diffusa in tutto il mondo. Nel 2009 è diventato ambasciatore del movimento Internet for Peace fondato dalla rivista mensile Wired Italia con lo scopo di candidare Internet al Premio Nobel per la pace nel 2010. Nel giugno 2013 apre la nuova boutique in via Condotti a Roma.

Sempre nel 2013 lo stilista sostiene i designer emergenti e presta il suo teatro Armani come location per le loro sfilate. Il primo a sfilare in via Bergognone è Andrea Pompilio a giugno, con la collezione Uomo Primavera/Estate 2014. La seconda è Stella Jean con la collezione donna Primavera/Estate 2014 presentata a settembre.[12]. Detiene anche una quota del 4,955% di Luxottica. Nel giugno 2020 si aggiudica il Premio la Moda Veste la Pace, il riconoscimento che l’Organizzazione Mondiale contro le Discriminazioni nella Moda, nell’arte e nello sport African Fashion Gate conferisce ogni anno presso il Parlamento Europeo di Bruxelles, per la sua vivace e coraggiosa attenzione verso le problematiche relative alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente e del mondo animale. Sempre nel 2020 confessa in un’intervista che uno dei suoi grandi dubbi era sulla successione: “Sparire senza danneggiare il mio lavoro e chi mi ha aiutato, il nome che ho costruito e chi lo ha creato con me”.

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