Connect with us

Le inchieste

Ecco il Paese delle intimidazioni ai pubblici amministratori: 630 casi in un anno

Lo strumento maggiormente utilizzato è quello dei social e del web, a seguire scritte sui muri e, infine, missive a casa o in ufficio

Published

on

L’Italia, tra i suoi infiniti risvolti e le sue inimmaginabili sfumature, è anche il Paese delle intimidazioni. Intimidazioni che fanno purtroppo sempre più tendenza e crescono quotidianamente nei confronti dei pubblici amministratori per impaurirli, attenzionarli, insultarli, condizionarli. E tutto ciò avviene costantemente con mezzi e modalità di vario genere, dall’uso prevalente del mondo social alle scritte sui muri e all’invio a casa o in ufficio di missive. Un disgustoso “hobby” – ben diverso dalla critica sana e costruttiva – per chi preferisce intimidire, mettere pressione e offendere più che viversi la vita.

I NUMERI

I dati del Ministero dell’interno parlano chiaro: nel 2024, su un totale di 630 atti intimidatori, la media nazionale si è attestata su 1,04 episodi ogni 100 mila abitanti. Un quadro che vede quali  prime 5 regioni per numero di episodi in rapporto alla popolazione sono la Calabria (57 casi = 2,93 per 100 mila abitanti), la Basilicata (12 casi = 2,13 per 100 mila), la Puglia (85 casi = 2,11 per 100 mila), la Liguria (28 casi = 1,81 per 100 mila) e il Molise (5 casi = 1,64 per 100 mila).

Ebbene, dei 630 atti intimidatori registrati nel 2024, 151 sono riconducibili a matrice di natura privata (24%), 78 a tensione politica (12,4%), 70 a tensioni sociali (11,1%), 60 alla criminalità comune (9,5%) ed 1 alla criminalità organizzata (0,2%). Per 270 eventi (42,9%) non è ancora stata individuata la matrice criminale. Un dato in crescita rispetto al 2023 quando gli atti intimidatori erano stati 553.

GLI AMMINISTRATORI NEL MIRINO

Ma quali sono i principali bersagli di queste crescenti intimidazioni? Nel 2024 gli amministratori locali vittime di intimidazione erano prevalentemente riconducibili alle seguenti categorie:  350 casi (55,6%) riguardano sindaci, anche metropolitani; 120 casi (19%) consiglieri comunali, anche metropolitani; 106 casi (16,8%) componenti della giunta comunale. Come rilevato anche in altri periodi, i sindaci si confermano gli amministratori più interessati dal fenomeno, avendo subito più intimidazioni del complesso delle altre categorie.  

LE TIPOLOGIE DI INTIMIDAZIONE

Qual è l’arma – perché si tratta comunque di strumenti che fanno male sotto i punti di vista . maggiormente utilizzata da questo esercito di intimidatori che non demorde? Il modus operandi più frequente nel 2024 risulta costituito dalla pubblicazione di contenuti ingiuriosi o minacciosi sui social network e sul web in generale, con un’incidenza del 24,8% sul totale degli eventi (156 episodi); seguono le aggressioni verbali, con il 14,8% (93/78 casi), le scritte sui muri/imbrattamenti, con l’11,9% (75/55 casi) e l’invio di missiva in abitazioni/uffici 11,1% (70/94). In 129 casi le intimidazioni sono avvenute tramite “altre modalità di esecuzione”.

Rispetto al 2023 l’utilizzo del web ha fatto registrare nel 2024 un incremento del 19,1 % (passando da 131 a 156 casi); in aumento risultano anche le aggressioni verbali con un +19,2 %, (da 78 a 93 casi) e le scritte sui muri/imbrattamenti +36,4% (da 55 a 75 casi), mentre si registra una diminuzione del 25,5 % (da 94 episodi nel 2023 a 70 nel 2024) per quanto riguarda le intimidazioni avvenute tramite l’invio di missive.

Nell’ambito dei social network, con il 52% dei casi (82 su 156 totali) la piattaforma Facebook si conferma quella più utilizzata per effettuare atti intimidatori sui social. Nel 2024 l’uso di tale piattaforma come strumento diffamatorio fa registrare un incremento del 18,8% rispetto all’anno precedente, passando da 69 a 82 casi di intimidazione.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GiornaLab (Laboratorio delle notizie) è un'idea editoriale/blog di Luca Marcolini Contatti: direzione@giornalab.it