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Allarme Caritas, il 30% dei lavoratori tra i 35 e i 54 anni è povero. E non arriva a fine mese

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La povertà si introduce, senza bussare, in un numero sempre più consistente di famiglie italiane. Quando meno te lo aspetti, con le spese “inflazionate” che si divorano lo stipendio fisso di chi non vive nell’oro in pochi giorni. Lasciando poi il grattacapo a tante persone di doversi ingegnare per arrivare fino alla fine del mese, trascinandosi in qualche modo fino allo stipendio successivo, seppur striminzito e impotente rispetto ai debiti da pagare che lievitano di pari passo con i problemi. E’ lo scenario di una parte dell’Italia, quella dei nuovi poveri, che appare nitida nello specchio della Caritas, studio statistico alla mano. Uno specchio che riflette anche come soprattutto i giovani, sottopagati, abbiano difficoltà a mantenersi e a costruirsi una via d’uscita dal tunnel per il futuro.

Il dato Caritas riflette uno scenario che vede l’età media degli assistiti, coloro che trovano il coraggio di chiedere aiuto, è di 47,8 anni. E traspare anche il netto aumento degli anziani, gli over 65, oggi che bussano a quella porta, pari al 14,3% (erano il 7,7% nel 2015). Un segnale evidente di una povertà priva di coscienza, che colpisce sempre più anche chi ha terminato la propria vita lavorativa e non sembra avere più chance per garantirsi un pizzico di dignità.

Ma va sicuramente incorniciato il fenomeno delle famiglie con figli continuano a rappresentare una fascia particolarmente fragile, andando a rappresentare il 63,4% dei beneficiari di aiuti per campare. Ed in questo senso l’aumento maggiore delle richieste di aiuto si registra nel profondo nord, dove si arriva a un picco di aumento del 77% degli appelli disperati per poter andare avanti.

Che dire, poi, della gravissima situazione legata all’occupazione degli assistiti dalla Caritas, con il 47,9% rimasto disoccupato. E c’è pure chi lavora (pari a un 23,5% dei richiedenti aiuto) ma non ce la fa ad uscire dalla trappola della povertà improvvisa. Basti pensare che nella fascia tra i 35 e i 54 anni, il 30% è rappresentata da working poors, ovvero lavoratori poveri.

I soldi non fanno la felicità. recita il luogo comune, ma, in realtà, la felicità senza uno stipendio che permetta di vivere rischia di trasformarsi a breve termine in tristezza & povertà.

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