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Il valzer del check in e del check out col turista che entra tardi e va via presto

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“Aspetti per il check in, si affretti per il check out”. Continuando di questo passo – per tutti noi che quando ci spostiamo ci chiamano turisti – prima o poi si arriverà ad un punto in cui per chiunque prenoti una camera d’hotel non sarà possibile accomodarsi prima delle ore 20 e la mattina dopo bisognerà lasciare la struttura entro le 6, ovvero all’alba o giù di lì.

Quella che decenni fa sarebbe sembrata una barzelletta, è ormai triste realtà. Con le operazioni di check in – che un po’ di tempo si effettuavano entro la tarda mattinata, tipo nella fascia tra le 12 e le 13 – che ora stanno sempre più slittando verso il più profondo pomeriggio, anche dopo le 17, mentre la stessa stragrande maggioranza degli albergatori o titolari di b&b (con alcune eccezioni), tira la corda e costringe l’ospite ad andarsene e lasciare la stanza sempre prima, prevalentemente già entro le 10 del mattino.

Il tutto nonostante i prezzi in realtà salgano sempre più, sottobraccio all’inflazione – ad eccezione dei rarissimi casi di chi sceglie di mettersi una mano sulla coscienza – e, quindi, teoricamente non dovrebbero mancare neanche gli introiti per mantenere o integrare il personale addetto alle pulizie delle camere.

E l’uomo della strada, di fronte a tutto ciò, si chiede: come si riusciva ormai tanti, troppi anni fa, a garantire quasi la coincidenza della fascia di orario di check in, verso le 13, con il check out (ovvero l’addio alla struttura) non prima delle 12? E come mai, invece, oggi non solo le microstrutture che possono arrancare essendo a conduzione familiare, ma anche hotel a 5 stelle, relais e residenze alberghiere di lusso cercano di avere il cliente nella struttura meno tempo possibile (giusto il tempo di dormire o poco più)? Cos’è cambiato realmente? Chi si occupa delle pulizie non riesce forse più a coprire le esigenze di accontentare il più possibile il cliente dal punto di vista della tempistica di fruizione della camera? O è una pura strategia per contenere i costi?

Crescono, si accavallano e iniziano anche ad intrecciarsi e rafforzarsi le segnalazioni in tal senso di un nutrito numero di clienti che, pur avendo pagato somme anche molto importanti, lamentano il sempre minor tempo concesso agli ospiti per la fruizione delle camere. Del tipo: “Ho prenotato una camera con spiaggia inclusa, ma mi hanno costretto al check in alle 17 quando il sole se ne stava già andando… E’ una presa in giro?”. E s’ode di contro un lamento lontano: “Se per domattina posso fare colazione fino alle 11, perché mi cacciano dalla camera alle 10?”.

Ultima riflessione: se davvero facessimo un calcolo del costo orario della permanenza in una struttura ricettiva, noi (chiamati turisti quando ci spostiamo) potremmo scoprire increduli che in realtà paghiamo molto di più, nel rapporto costo-fruizione dei servizi, di quello che pensiamo di pagare.

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