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Una guerra tira l’altra e la violenza del protagonismo politico-bellico replica la strage degli innocenti

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Una guerra tira l'altra e la violenza del protagonismo politico-bellico distrugge la vita degli innocenti

Dovunque ti giri, esplodono bombe. Volano droni che incrociano missili e accompagnano ordigni di vario genere. E lo scenario internazionale che avrebbe dovuto raffigurare, secondo i migliori auspici, una vittoria della diplomazia (sicuramente quasi utopistica di questi tempi con diversi “schiacciatori di bottoni”) e della serenità civile, quella “delle strette di mano e del ripensiamoci prima di uccidere innocenti”. Eppure, dai tentativi di anestetizzare una guerra già difficile, come quella che la Russia putiniana ha di fatto imposto all’Ucraina, ecco prima il ritorno di fiamma del dolorificio e della tragedia umana che sembra eterna nella striscia di Gaza, dove gli incolpevoli pagano per tutti, in particolare i bimbi. E poi, a incanalare il mondo sempre più verso l’incubo di una terza guerra mondiale a tutti i livelli ecco anche la guerra last minute tra Israele e Iran. Un altro esempio di dimostrazioni di potere e sopraffazione reciproca, imperniato sempre sulla violenza delle armi militari, che va a incorniciare uno scenario mondiale che sembra tratteggiato dalla pura follia dell’onnipotenza. Senza ricordarsi che un bimbo di qualche anno non può e non deve perdere la vita per colpa della voglia di protagonismo politico-bellico sempre più evidente, esagerato, inaccettabile.

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