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La “gang dei falsi certificati medici” sotto accusa: migliaia di lesioni inventate per truffare le assicurazioni

Maxi truffa utilizzando persone indigenti per arrivare a intascare fino a 4 milioni di euro dalle compagnie assicurative

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Potremmo chiamarla la “gang dei falsi certificati medici”. In grado di mettere in piedi un piano quasi diabolico – imperniato su menzogne e truffe per svuotare le casse delle compagnie assicurative – che aveva portato nel dicembre scorso all’arresto di 22 persone tra avvocati, medici, falsi testimoni e procacciatori d’affari.E che ora ha visto aprirsi la prima udienza preliminare nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in Campania.

Un vero e proprio teatrino dove i burattini erano proprio i finti infortunati, pescati tra nullatenenti o perlopiù indigenti. Persone che, in cambio di 50 euro, si facevano intestare questi falsi certificati medici per lesioni inesistenti. Lesioni che venivano puntualmente confermate da medici compiacenti in due ospedali.  Mentre chi, invece, poteva dimostrare in qualche modo di aver subìto infortuni, si presentava in altri ospedali con tutta una serie di documenti fasulli che inducevano i medici a predisporre i certificati necessari per condurre in porto la truffa.  Basti pensare che due di loro, negli ultimi cinque anni, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero firmato 1700 certificati medici ritenuti falsi guadagnando ogni volta tra 200 e mille euro. A tal proposito erano poi state sequestrate somme per 660mila euro trovate su conti correnti di due medici e anche 60mila euro in contanti trovati in casa di uno dei due.

Quello messo in piedi, secondo le ricostruzioni degli inquirenti che hanno poi portato all’individuazione di 48 indagati, era un sistema  perverso imperniato su consulti medici finti per poi produrre certificati falsi, anche con la complicità di qualche medico ospedaliero, attraverso i quali riuscire a farsi pagare somme importanti dalle compagnie assicurative coinvolte. Per arrivare a risarcimenti per incidenti (ovviamente falsi) per un totale di 4 milioni di euro.

Una maxi operazione ricorrente che aveva portato la procura di Santa Maria Capia Vetere a chiedere 54 misure cautelari. Con interrogatori che avevano portato poi a 23 provvedimenti cautelari (22 arresti domiciliari e un obbligo di firma) e a 17 indagati.

Uno scenario di fronte al quale viene spontaneo indignarsi allo sfinimento per questa organizzazione truffaldina nata, cresciuta e potenziata sulla pelle di persone in difficoltà utilizzate e strumentalizzate a puri fini economico-delinquenziali e su quella della sanità italiana e del connesso sistema assicurativo. Una maxi truffa che fa male ancor più pensando a chi, invece, quelle lesioni le ha realmente e ne avrebbe volentieri fatto a meno.

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