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Donna non vedente chiama il taxi, ma il tassista non vuol far salire il cane guida e la lascia a piedi

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Sensibilità umana, questa sconosciuta. E lo testimoniano episodi a cadenza quotidiana di persone che antepongono altri valori rispetto alla solidarietà e allo spirito di servizio in particolare verso i più fragili. L’ultimo esempio in ordine di tempo, con dignità personale calpestata, è quello che arriva da Pescara, in Abruzzo, dove una donna non vedente, con al suo fianco un compagno ipovedente, si è vista rifiutare la richiesta di poter salire su un taxi per raggiungere l’hotel prenotato nella vicina Montesilvano. E questo perché il tassista avrebbe perentoriamente sentenziato: “Nessun cane sul mio taxi”.

La donna e il suo compagno, di origini portoghesi ma provenienti dall’Emilia Romagna dove vivono ormai da tempo, hanno, quindi, dovuto rinunciare al servizio di trasferimento, restando a piedi, di fronte al rifiuto di accogliere nel taxi anche il cane guida, Dinka.

“Quando il tassista ci ha detto che non potevamo salire a bordo, – spiega la donna – ho fatto presente che la legge sui cani guida è chiara, ma nononostante ciò è andato via”. I due turisti sono poi riusciti ad arrivare in hotel grazie all’intervento della Polfer.

Quel tassista ora rischia la sospensione della licenza fino ad un mese, oltre ad una multa salata, ma forse non serviranno a fargli capire quanto sia importante, nella vita, il rispetto delle persone, specie le più fragili.

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